La Chiesetta di San Pietro delle PassereLa prima costruzione della chiesa di San Pietro risale alla prima metà del sec.XI e, pertanto, preesisteva al monastero benedettino a cui poi appartenne. Le fonti storiche -scarsissime- riportano che solo nell'anno 1212 la chiesa venne donata dal vescovo di Bergamo al monastero di San Paolo d'Argon. L'edificio
è ad aula unica con un'ampia abside; questa è testimonianza della fase
originaria della costruzione, insieme al sopravvissuto basamento del campanile
sul fianco sud. Della torre campanaria non vi è più traccia, sostituita da una
semplice vela.
Della
prima fase romanica rimane la tessitura muraria compatta leggermente movimentata
dalle monofore a feritoia strombate, scompartite da lesene, congiunte in origine
da brevi teorie di archetti pensili. I materiali utilizzati nella prima
edificazione erano di provenienza locale: ciottoli di fiume, pietre di varia
qualità e pezzatura, frammenti di laterizi.
Un
crollo strutturale nel secolo XIV ha costretto ad un parziale rifacimento anche
dalla parte nord dell'abside che ha eliminato gli archetti. Un documento del
1335 testimonia infatti della volontà del vescovo Cipriano Alessandri di
ricostruire la chiesa, evidentemente diroccata. L'aula dell'edificio fu dunque
realizzata a questa data, segnata dall'uso di materiale più omogeneo e da una
tessitura muraria più ordinata.
All'interno
alcuni affreschi di carattere votivo: sulla parete sinistra, entrando
dall'ingresso principale, una cornice rossa e oro inscrive le scene della Natività
e della Madonnna del latte e Sant'Antonio abate. Attorno alla
cornice corrono scritte gotiche e la data di esecuzione risalente al 1524.
In
sequenza, procedendo dal lato settentrionale in senso orario, troviamo San
Paolo, San Nicola da Tolentino, forse un altro San Paolo, di
nuovo Sant'Antonio abate. Sotto quest'ultimo ancora una data, il 1536.
Di
due secoli posteriore è invece il San Pietro in gloria dell'abside, libero
nella postura e nella mimica drammatica. Esso è attribuito al clusonese Antonio
Cifrondi e risale al primissimo 1730.
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